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Alberto Patrucco
I più fedeli estimatori di Alberto Patrucco, ricorderanno questo titolo in libreria, oltre che come incipit delle sue performance televisive. Ma “VEDO BUIO!” è, prima di tutto, spettacolo dal vivo. Alberto Patrucco affronta il teatro consentendo alla sua comicità di riprendere i tempi a lei più congeniali. Il testo, grazie anche ad una punteggiatura fatta con uno scrupoloso disegno delle luci, inala ampie boccate d'ossigeno e si fa dirompente. Ed è per merito del diverso respiro che lo spazio tridimensionale del palcoscenico garantisce che “VEDO BUIO!” assume la sua più corrosiva natura. “VEDO BUIO!” è una panoramica al vetriolo sui tempi che stiamo vivendo, priva di retorica, fronzoli e tormentoni, ma al contrario intrisa di comicità vera, sostanza ed argomenti. Alla berlina le certezze di chi è convinto di possedere una verità assoluta e pertanto di essere superiore all'altro. Nel mirino chi è convinto che il Medioevo sia soltanto storia, quando le più attuali vicende internazionali sembrano riportarci in piena inquisizione. Sul banco degli imputati la deriva culturale della nostra società, fatta di politica strillata, televisione spazzatura e modelli imposti dal più ottuso consumismo. “VEDO BUIO!” attinge dalla cronaca, ma si alimenta anche di più ampi scenari storici. Vive di piccoli episodi del quotidiano, come di più grandi questioni umane. Ecco allora che ad un vivace preludio a luci accese incentrato su fatti contingenti, segue lo spettacolo vero e proprio che si interroga in chiave umoristica sulle contraddizioni dell'uomo d'oggi. Uno show che si rinnova costantemente, sui fatti di cronaca, sull'incedere degli accadimenti, sui cambiamenti della società; un'esilarante sventagliata comica sugli accadimenti dell'attualità, durante la quale il pubblico si sorprenderà a ridere su fatti accaduti il pomeriggio stesso e su quei piccoli personaggi da avanspettacolo dei quali la cronaca di molti telegiornali si nutre. Molti i temi toccati dall'artista: la politica, “si pensava che dalla Prima alla Seconda Repubblica le cose sarebbero migliorate, invece stiamo rinculando. Siamo passati dalla Prima alla Seconda ma deve essere entrata la retro”; la televisione, “molta gente è convinta di essere in regola con il canone perché già paga la tassa dei rifiuti”; le banche, “ci si attende la rapina da fuori, invece te la fanno da dentro, con la sola differenza che ti sorridono e non indossano il passamontagna”; l'economia, “so come investire i miei risparmi. Il titolo con la percentuale migliore è l'inflazione”; le religioni, “ma davvero Dio ci aprirà gli occhi quando ce li chiuderà?”. “VEDO BUIO!” è uno spettacolo a tutto tondo, nel quale si ride molto, senza per questo rinunciare ad un costante stimolo di quella dimensione meno superficiale che il massiccio bombardamento mediatico cui siamo sottoposti tenta quotidianamente di anestetizzare. Per farsi coinvolgere, quasi travolgere, ad uno spettacolo live di Alberto Patrucco – chi ha assistito a “CONTROMANO” e a “TEMPI BASTARDI” già lo sa – non è necessario condividerne le tesi. Ancora meno farsi convincere. Patrucco non rincorre proselitismi. “VEDO BUIO!” è essenzialmente uno spettacolo comico con un suo punto di vista che si propone esclusivamente di produrre la risata liberatoria, oltre la quale può forse balenare una riflessione. Alberto Patrucco, non risparmia nessuno e nemmeno se stesso. Così, giusto per tornare a ridere seriamente.